Un’Odissea infinita

Odiseea infinita - Enzo Decaro

Dall’opera di Omero 

Lettura scenica di ENZO DECARO 

Con musiche dal vivo a cura di 

FRANCESCO MANCARELLA (pianoforte) e FILIPPO SCRIMIERI (beatbox) 

Adattamento e regia di ALESSANDRA PIZZI

Produzione ERGO SUM

Dieci anni di assedio a Troia e altri tanti anni naufrago per il mare. Ulisse sbarca ad  Itaca, dopo aver attraversato avventure ed intemperie, mostri ed avversità.  

Itaca non è l’isola che ha lasciato, molte cose sono cambiate in questi vent’anni.  La reggia è invasa dai proci che attendo più alla ricchezza che a Penelope.  Telemaco è in viaggio alla ricerca del padre.  

Al suo arrivo Ulisse comprende subito che ritornare a controllare quell’Isola non sarà  facile.  Dovrà liberare la reggia dai nemici, ristabilire l’ordine, recuperare il rapporto con il  figlio ma, soprattutto, dovrà riconquistare la fiducia di Penelope, la quale dopo  avere atteso il suo rientro, rivendica il su diritto di donna: quello di essere amata.  

All’arrivo ad Itaca ad attendere Ulisse ci sono, e nuove imprese che, contrariamente  alle sue abitudini, non potrà vincere con l’astuzia e con l’inganno, ma solo aprendo  il cuore alla sincerità dei sentimenti e alla ricerca di una propria capacità di provarli  a fondo. Il viaggio che attende Ulisse ad Itaca è forse il più difficile che la sua  esistenza possa chiamarlo a compiere, quello della maturità affettiva e dei  sentimenti.  

Rinnegata la guerra per la sua inutile funzione, allontanati i ricordi delle megere e  degli incantesimi, ad Ulisse non resta che fare i conti con la propria capacità di  amare e di accogliere nella sua esistenza una donna che, abbandonato l’archetipo della sterile pazienza, ha realizzato il suo viaggio e che ora è necessario  condurre con se al traguardo.  La profezia di Tiresia benedice un’unione. Il destino di Ulisse si compirà non se l’eroe  accetterà la sua nuova missione, ma se l’uomo comprenderà la grande esperienza  di un’Itaca.

Come nel coro della tragedia greca, le voci delle “donne” di Ulisse  accompagneranno la prima parte della narrazione. Nei loro racconti onirici l’eco  delle sirene e le voci di Calypso, Circe, inquietano il sonno di Ulisse. Sarà Nausica a  rivelare la verità: nessuno è Nessuno, è cosa ha a che fare l’Uomo con la guerra? 

Man mano che Ulisse costruisce la sua verità i sogni restano solo un ricordo. Ulisse  abbandona il passato nebbioso, sostituendolo con un presente definito.  

LO SPETTACOLO 

Un itinerario nella grande e variegata produzione letteraria e musicale dedicata ad  Ulisse, a scandire le tappe di un viaggio e il suo “essere circolare”. Si parte da casa  e si ritorna a casa, per ripartire. Perché più forte del desiderio del ritorno e la  bramosia della conoscenza. In questo viaggio Ulisse non incontra mostri e lestrigoni,  ninfe e creature divine, ma “dialoga” con il partimonio culturale che i grandi gli  hanno dedicato. Incontra Francesco Guccini, e il suo racconto di Odysseo, incontra  Dante e i dannati del canto XXVI dell’Inferno, incontra Lucio Dalla e i versi di Itaca,  incontra la Poesia di Pascoli e di montale, di Tyson, di D’Annunzio, i versi delle  canzoni di Caparezza, la letteratura di Borges e di Kafka e termina nell’infinito di  Leopardi.  

Perché tra epica e invenzione, tra commento e narrazione, tra esagesi e  interpretazione, vale in valore della parola che incanta… come il coro delle Sirene  di Ulisse.